La straordinaria storia di A.A.

In questo blog ho raccolto tutto quello che ricordo su colleghi giornalisti, redazioni, editori di grandi e piccole dimensioni, fatti, avventure,avvenimenti. Le decine di luoghi da cui sono transitato. E sono solo una parte. Tutto ciò che è riportato qui corrisponde al vero, i personaggi, così come gli episodi raccontati sono autentici. Alcuni tra le persone citate compaiono con il loro nome, ad altri ho dato un appellativo di fantasia. Compreso il mio nome, ovviamente.
Credo di avere fatto il giornalista fin da piccolo, anche se poi mi sono pentito più volte. Davvero, fin da studente delle medie. La voglia mi è venuta quando ho visto per la prima volta “Dieci in amore”, il film con Clark Gable che fa il caporedattore in un giornale pieno di fumo e di gente che va e viene. Ci ho provato in tutti i modi e dopo cento anni di gavetta ci sono riuscito. E’ che per molto tempo il mio è stato un giornalismo di contorno. Mai in mezzo ai fatti come avrei voluto, sempre di lato, in salita, alla ricerca di una sistemazione. Il mondo scriveva pagine memorabili di cronaca e io correggevo le sceneggiature di Topolino, la gente si sgozzava in guerra e io rispondevo alla posta di Dolly, la Juventus trionfava in campionato e io scrivevo l’oroscopo di Grazia. E’ andata così. Questi racconti ne sono la storia. L’importante forse è stato partecipare.
Le storie narrate si riferiscono agli anni tra il 1984 e il 1990 all’Arnoldo Mondadori Editore e al gruppo dei quotidiani Finegil Espresso La Repubblica tra il 1991 e il 1997. Restano fuori, per ora, una decina di giornali nei quali ho soggiornato per periodi più o meno lunghi, gli anni da telecronista dello sport di Retequattro e l’esperienza più recente, fino alla scorsa estate a La Stampa. Ho un sacco di cattiverie da aggiungere e lo farò presto. Per ora, buon divertimento.

3 Risposte a “La straordinaria storia di A.A.”


  1. 1 ariela Giugno 5, 2007 alle 8:59 pm

    Sono senza parole. Ho letto molto, devo riflettere e, probabilmente , rileggere.

  2. 2 romina Ottobre 30, 2007 alle 5:58 pm

    Non ho ancora letto tutto quello che ha scritto. Non voglio chiamarla “Dottore” ma voglio comunque darle del lei. Capisco che non è giovanissimo anche se la sua scrittura e l’iniziativa di aprire un blog da la sensazione che di anni ne abbia 28 come me.
    Scrive cose da licenziamento comunque. Nel senso che il nome di fantasia è obbligatorio e anche di più in casi come questi. Rari. Mi è piaciuto leggerla. Davvero. E poi…e poi mi sono chiesta: non sarà effettivamente così? E cioè che l’importante sia partecipare? La voglia di farcela è tanta però, anche se non mi aspetto niente.
    Ciao

  3. 3 linotype Ottobre 30, 2007 alle 10:26 pm

    Ciao Romina, in tutti quei posti sono entrato e uscito scrivo con un nick, ma molti sanno chi sono. Effettivamente non ho 28 anni, ma nemmeno quella cifra al contrario, evviva, ci sarà altro da dire, grazie e ciao.


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